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Cefalea ed emicrania nei bambini con anemia falciforme sono associati a più bassi livelli di emoglobina e a più elevati tassi di eventi dolorosi, ma non a infarto cerebrale silente


Sono stati identificati i fattori di rischio per la cefalea e l’emicrania nei bambini con anemia falciforme ed stata esaminata l'ipotesi che uno o entrambi siano associati in maniera indipendente a infarti cerebrali silenti.

In uno studio trasversale è stata valutata l’anamnesi relativa alla salute, i valori di laboratorio e i dati di risonanza magnetica del cervello dei partecipanti con anemia falciforme ( emoglobina SS o emoglobina S beta talassemia ) senza storia di ictus palese o convulsioni.

L'emicrania è stata definita dai criteri dell'International Headache Society ( IHS ) modificati per una maggiore sensibilità nei bambini.

Neuroradiologi e neurologi hanno stabilito la presenza di infarto cerebrale silente dalla revisione della risonanza magnetica e dall'esame standardizzato svolto da neurologi pediatrici.

La coorte comprendeva 872 bambini ( 51.1% maschi ), di età compresa tra 5 e 15 anni ( età media 9.1 anni ).
Di questi bambini, 317 ( 36.4% ) hanno riferito cefalea ricorrente e 132 ( 15.1% ) hanno riportato emicrania.

Nelle analisi di regressione logistica multivariata, entrambi sono stati associati con più bassi valori di emoglobina steady-state ( P=0.01 per la cefalea, P minore di 0.01 per l'emicrania ) e più alto tasso di dolore ( P minore di 0.01 per la cefalea, P minore di 0.01 per l'emicrania ), definito come numero di ricoveri che hanno richiesto l’uso di oppioidi nei precedenti 3 anni.

La presenza di infarto cerebrale silente non è stata associata a cefalee o emicranie ricorrenti.

Solo l’1.9% ( 6 su 317 ) dei bambini con cefalea ricorrente ha ricevuto farmaci per la profilassi della cefalea.

In conclusione, le cefalee e le emicranie ricorrenti sono comuni e non-trattate in modo adeguato nei bambini con anemia falciforme.
Bassi livelli di emoglobina ed alti tassi di dolore sono associati a cefalea ed emicrania ricorrente, mentre non lo è l’infarto cerebrale silente. ( Xagena2014 )

Dowling MM et al, J Pediatr 2014;164:1175-1180

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